Era il 13 gennaio. Ad Haiti la terra tremava, tremava forte, tanto forte da trasformare una parte dell’isola in un inferno.
E poi notizie che si rincorrono, immagini che rimbalzano in tutto il mondo, la macchina degli aiuti e della solidarietà che si mette in movimento.
Ecco il racconto via mail di Silvia, infaticabile guida dell’avamposto_Zeroincondotta di Porcìa.
@ Ci siamo trovati venerdì 22 gennaio con gli articoli drammatici dei giornali locali, sì perché il direttore dell’ospedale pediatrico di Haiti è di Pordenone, l’anestesista-eroe un amico, seguiamo giornalmente gli eventi e ci sentiamo particolarmente vicini.
“Ragazzi”, ho detto, “facciamo qualcosa anche noi? Mettiamo in gioco quello che sappiamo fare e cerchiamo di raccogliere qualche soldino per aiutare l'ospedale. Magari quel giorno verranno anche i volontari che sono stati lì e potremo parlare con loro.”
@ Si cominciano a macinare idee. Ma dove, come, quando, con chi organizzare questo momento di solidarietà? Allora pensiamo sia meglio mettere in piedi qualcosa che piaccia ai ragazzi della scuola media: cosa meglio della musica rock? Pietro conosce un gruppo forte e, per metterci in mezzo i libri, pensiamo subito alla nostra amica attrice Carla Manzon che ci conosce e sostiene.
Altra idea! Un mercatino delle pulci: facciamo girare un avviso con l’invito a donare qualcosa da vendere.
La prima cosa da fare è decidere la data e fare la richiesta per l’uso dell’auditorium della scuola al comune.
@ Carla è una grande e mi dice subito che ci sta. I ragazzi del gruppo rock sono ok.
Timitima si è messa già al lavoro e mi ha fatto avere le bozze dell’invito. Claudia prepara il disegno della locandina ed è così bello che decidiamo di fare delle magliette.
Nel frattempo il papà di Luca è partito per sostituire il primario e possiamo avere in diretta aggiornamenti sulla situazione.
Sono ancora tante le cose su cui dobbiamo riflettere e quelle da organizzare: il supporto video con le foto per spiegare dov’è Haiti, com’è l’ospedale e una breve intervista agli ospiti.
Dovremo fare una buona regia, preparando i pezzi da leggere e le canzoni della band perché non sia un programma pesante. Ci dovremo far aiutare da qualche mamma.
@ Eccoci, siamo alla stretta finale! Il gruppo rock è pronto, le letture anche, abbiamo tutti le magliette della serata, gli ospiti ci sono e anche le interviste….
@ La serata è stata un successo, abbiamo raccolto 1200 euro che abbiamo mandato all’associazione Francesca Rava e che verranno utilizzati per il reparto maternità. Anche la stampa locale ha parlato di noi, della nostra iniziativa.
Fin qui il racconto di Silvia e ora le voci dei ragazzi dell'avamposto:
Ilaria_La musica era fantastica. Ballare, cantare con le mie canzoni preferite è stato bellissimo anche se non dimentico che eravamo lì per una causa molto triste. Mi hanno colpito molto i racconti dei medici, i loro ricordi erano toccanti e ricchi di forti emozioni.Martina_È stato bello organizzare questa serata per aiutare la popolazione di Haiti ed è stata per me un’occasione per superare le mie emozioni ed essere disinvolta nel presentare la serata.I sorrisi dei bambini e delle persone che abbiamo visto nelle foto sono stati i ricordi più belli.Anna_Naturalmente anche la musica e i musicisti….bellissimi!Elia_Ho capito che quello che può trasmettere un medico specializzato ad altre persone e bambini è il conforto, l’aiuto e l’essergli amico.
Tante persone, tanti amici, parole e musica per una serata da ricordare. E che ci ha resi orgogliosi.
Unica delusione: pochissimi issimi issimi i ragazzi della scuola (e insegnanti), nonostante gli inviti da parte dei compagni e la promessa di buona musica divertente. Cosa abbiamo sbagliato?