Nei mari della luna
tuffi non se ne fanno:
non c'è una goccia d'acqua,
pesci non ce ne stanno.
Che magnifico mare
per chi non sa nuotare!
da Filastrocche in cielo e in terra, di Gianni Rodari, Einaudi Ragazzi
Se nei mari rodariani non ci si può tuffare, in quelli di Alseno, dalle parti di Piacenza, sì.
Certo il mare di libri, quello vero, ce l’hanno a Rimini(vedi pp. 23_24), ma anche qui, nel bel mezzo della pianura padana, ragazzi e ragazze hanno deciso di non rinunciare al piacere di un bel bagno di letture. Per questo hanno dato vita al nuovissimo avamposto Trampolino e da qui si sono tuffati nell’atrio della loro scuola con bacheche e pannelli, sui quali hanno messo in mostra libri, recensioni e citazioni, i consigli di lettura, e hanno invitato tutti a tuffarsi insieme a loro tra le onde delle loro storie preferite. Andiamoli a conoscere.
Forse vi sarete chiesti chi sono quei ragazzi che si sono scelti come nome del loro avamposto una parola banale come Trampolino.
Noi, però, non siamo solamente un trampolino, ma molto di più. Osservate:

Confusi?
Immaginiamo di sì, ma la verità è che dietro ogni simbolo è nascosto uno di noi, con i propri libri, le proprie passioni. Tutti questi segni insieme formano la II B della Scuola Media di Alseno.
I suggerimenti sul nome da scegliere per il nostro avamposto sono stati numerosi. Una prof ci ha suggerito Lector in fabula, ma la nostra scarsa conoscenza del latino ci ha fatto cambiare idea! Alla fine, abbiamo scelto Trampolino perché il nostro è stato davvero un tuffo nel mondo inesplorato dei libri, pieno di fantasia, colori, sentimenti ed emozioni.
Virginia_Quella di Robert è la storia di un adolescente molto speciale e dell’ultimo periodo di vita di un’anziana signora che lascerà un’impronta profonda nella sua vita. Se non avete troppa fiducia in voi stessi e, per di più, se amate il mistero, non perdetevi questo libro.
Vorrei dirvi che dopo avere passato quella notte a Chance House non ho mai più avuto paura di niente e di nessuno. E soprattutto non di Niker. Ma non sarebbe vero. Credo che la paura possa diventare un’abitudine. E io ho avuto paura di Niker per così tanto tempo che per me è diventato naturale come respirare.
è Il ragazzo piuma, di Nicky Singer, Fabbri, p. 152
Jessica_ È un libro colmo di sentimenti (più di quanto io mi aspettassi), ricco di emozioni, che ha lasciato un segno nel mio cuore. Che mi ha fatto riflettere sul vero valore e significato dell’amicizia. Sarà difficile dimenticarlo.
È così facile dimenticare. Quando sei deluso e ferito desideri e speri, e appena ottieni ciò che volevi ti dimentichi di tutte le cose brutte come se fossero un sogno. E sebbene fossi solo fino a un attimo prima, ti convinci che non lo sarai mai più.
è Obbligo o verità?, di Annika Thor, Feltrinelli Kids, p. 93
Denise_La protagonista, Robin, è una ragazza anticonformista e fuori dal comune con una grande passione per l’hip-hop. Ed è proprio questa ragazza dallo stile e dal carattere inconfondibili, insieme al ritmo intenso che scandisce ogni pagina, che rendono la storia coinvolgente e appassionante.
Alla finestra, scruta il cielo che non è scuro come si aspetterebbe, ma ha un colore tenue, a Robin ricorda il riflesso trasparente che si vede sott’acqua guardando in alto: che buffo, siamo come pesci rossi, viviamo in una boccia di puro cristallo, ci crediamo tanto furbi e superiori a tutti, ma alla fine siamo confinati in questa palla azzurra che è il mondo. Se usciamo di qui, stramazziamo.
è Dance, di Paola Zannoner, Mondadori, p. 11
Jessica_ Il libro è tanto coinvolgente ed emozionante che ci si immedesima nei protagonisti.
Gli esiti delle loro azioni sono differenti da come te li immagini e questo rende la storia ancora più interessante. Il finale, poi, resta sospeso: che cosa accadrà a Terry? Riuscirà a conquistare il cuore di Julie?
«Fitz non ti merita».
«No, e chi mi merita invece?»
C’è un luccichio nei suoi occhi. Mi sta prendendo in giro. Ma in modo carino.
Ho un nodo in gola grande come un pallone da calcio. Riesco a malapena a deglutire.
« Io. Io ti merito.»
Mi fissa per un secondo. Come se fossi appena atterrato dal pianeta Loony Toon.
è Io, Julie e il nemico numero 10, di Alan Gibbons, Fabbri, p. 260
Michele_Mi piace il calcio ed è per questo che ho letto questo libro. Devo proprio dire che è stata una bella esperienza perché questa storia mi ha portato nel cuore del Brasile, dove vive El Gato, un ragazzo che non sa giocare a calcio, e per questo i suoi compagni lo prendono in giro. Un giorno decide di abbandonare ogni tentativo e si incammina nella foresta; ad un certo punto si ritrova in una radura erbosa dove trova una porta da calcio e, ad un tratto, vede comparire, dal nulla, un portiere. Dallo spavento fugge, ma non può fare a meno di ritornare. Giorno dopo giorno, mese dopo mese… Il resto lo scoprirete leggendo questa straordinaria storia.
Quello che seguì si svolse in un baleno, ma ai miei occhi trasognati sembrò avvenire al rallentatore.
Il felino rimase sospeso in aria quasi infrangendo ogni legge di gravità, e si avvolse su se stesso fino a piegarsi in due. La sua potente zampa destra scattò quel tempo che bastava per raggiungere la preda e i suoi artigli s’infilarono nella zampa dell’animale. (…)
Il Portiere continuava a tacere, così mi voltai a guardarlo.
«Allora,» dissi infine «chi sono io? Il giaguaro o il cervo?».
è Il campione, di Mal Peet, Piemme Junior, pp. 91_92
Jessica_Non ci sono parole per definire questo libro. Posso solo dire che è commovente, perché purtroppo è una storia vera. Parla delle ingiustizie che accadono in molti paesi poveri, in questo caso il Pakistan, dove ragazzini poco più grandi di me lavorano per ore e ore nelle fabbriche dei tappeti, per riuscire a sopravvivere e aiutare le loro famiglie a saldare i debiti contratti. Dalla lettura di questo libro ho capito che sono fortunata, perché io vado a scuola, ho degli amici; nessuno “ruba” la mia vita.
Fatima, amica mia, (…)
come vorrei averti accanto a me in questi giorni, parlarti, piangere tra le tue braccia. Ricordi quante volte l’ho fatto in passato? E tu sempre sapevi trovare il modo di consolarmi e di proteggermi, sempre sapevi trovare le parole giuste. Potessi farlo anche questa volta! Potessimo dividere il nostro comune dolore! Potessi trovarle io, questa volta, le parole giuste.
è Storia di Iqbal, di Francesco D’Adamo, E. Elle, p. 143
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