Ovvero… il Piccolo Popolo degli avamposti e la teoria della cacca di cavallo
Se il 21 novembre, mercoledì, proprio a Bologna, nella tua città c’è un incontro con nientepopodimeno che uno scrittore come Terry Pratchett, tu che fai? Semplice, ti metti in cammino e ti precipiti all’incontro.
È quel che abbiamo fatto noi dell’avamposto_senza nome: Giulia, Carlotta, Anita, Francesca, Vittoria, Leonardo ed io, sono Tibby, e a cui dovete aggiungere Davide, che ci fa da “Fuorilegge Tutor”... È la nostra prima volta da avamposto, la nostra prima intervista, e niente meno che a Terry Pratchett, che ha incluso Bologna nel giro di presentazione del suo nuovo romanzo, Stelle cadenti.
Eccoci alla Sala Borsa, la biblioteca più importante della nostra città. C’è parecchia agitazione… Improvvisamente sento uno scroscio di applausi: mi volto e lo vedo. È lui! vestito di nero, dalle scarpe al cappello a falda larga calato sugli occhi. Da lontano sembra davvero un mago. L’incontro comincia: dieci minuti di una prof dell’università, altrettanti di un prof, poi finalmente tocca a lui. Sono incantata… e mi sforzo di capire il suo strettissimo inglese. È incredibile come riesca a saltare con grazia da un argomento all’altro: dalla scrittura ai suoi libri, ai regali che riceve, alle droghe, alla creatività (il massimo è forse quando imita se stesso, dopo aver fumato, davanti alla macchina da scrivere), a Hollywood… Poi il microfono passa al pubblico e... «Ragazzi, volete fare una domanda?» Tutti guardano me. Accidenti. Mi alzo in piedi. Cavolo, oh cavolo. Ok. Respiriamo. In fondo, è per questo che siamo qui, no?
Perché ha deciso di scrivere romanzi fantasy per raccontare la nostra società?
Lui prima mi ringrazia per la domanda molto interessante, poi alza gli occhi.
E, come un vero saggio, ci propone la teoria della cacca di cavallo.
TP_Il fantasy è come la cacca di cavallo. Se voi prendete un bicchiere di vino e lo versate in un secchio di cacca di cavallo, rimarrà sempre cacca di cavallo. Se prendete un bicchiere di cacca di cavallo e lo versate in un secchio di vino, questo diventerà cacca di cavallo. Nell’insieme della letteratura il fantasy è la cacca di cavallo. Ad esempio se scrivo un romanzo ambientato in Arizona, con cactus veri, veri cowboy, e tutto è estremamente realistico, ma inserisco anche un solo pidocchioso drago, ecco che diventa una storia fantasy. Perché scrivo fantasy non lo so. Basta un semplice tocco per trasformare una storia in storia fantasy. Quando si scrive fantasy è come se si ottenesse una tavolozza di colori con in più l'oro e l'argento. Come succedeva una volta fra bambini poveri e bambini ricchi. Tutti avevano gli stessi colori ma i ricchi avevano in più anche il color oro e il color argento. Il fantasy fornisce strumenti extra alla scatola degli attrezzi dello scrittore. Offre la possibilità di dimensioni altre, di delineare prospettive diverse, verticali ed orizzontali.
Che ve ne pare? Mai sentito nulla di simile, prima d'ora: Terry Pratchett va oltre ogni limite. È davvero uno scrittore singolare, fuori dal comune, appena può prende in giro e fa battute, ironizza e fa sorridere.
Cacca a parte, alla fine dell’incontro siamo riusciti a fargli ancora qualche domanda.
TP_Si, è vero. Verità e menzogna si contrappongono. Ci sono due persone, una persona che dice la verità ed una bugiarda che dice il falso. La verità di una persona può essere la bugia di un'altra e la bugia può essere la verità vista da un'altra prospettiva.È vero che spesso nei suoi libri sono presenti verità e menzogna e che spesso sono una contro l'altra?
TP_Mi invento le situazioni, i protagonisti mano a mano che procedo con la scrittura. Mantengo però sempre il controllo della narrazione. Governo il cavallo della mia fantasia, tengo le redini. Le idee emergono con il procedere della storia. Tutti in qualche modo mi offrono qualche spunto. Io ho una grande confusione in testa, ma dalla confusione emergono le mie storie.Quando scrive una storia ha già in mente un piano preciso oppure procede liberamente?
E che storie! Le avete lette? Qui sotto ve ne consigliamo qualcuna. L’incontro è finito. La giornata è stata impegnativa. Forse pensavamo che l’incontro fosse di più rivolto ai ragazzi, ma ce l’abbiamo fatta egualmente: abbiamo resistito ai prof e ai fan sfegatati. Siamo contenti!
Anna_ Tiffany non sa ancora di essere un strega, né di dover aiutare il popolo dei Piccoli Uomini Liberi, gnometti blu che parlano gaelico e sono stati cacciati dal mondo delle Fate per ubriachezza molesta…
Ci sono cose che cominciano prima di altre.
Quel giorno cadeva un acquazzone estivo che però assomigliava più a una tempesta invernale. Seduta al riparo di una siepe, Miss Perspicacia Tick analizzava l’universo.
è L’intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi, Mondadori
Dicevano che era straordinario. Il prodigioso Maurice, dicevano tutti. Lui non aveva mai voluto essere straordinario. Era stato solo il caso a volerlo. Poi c'erano i topi, che vivevano sotto il cumulo di spazzatura in un angolo del suo territorio. Si era reso conto che quei topi avevano un che di geniale quando, balzando su uno di loro, questo gli aveva detto: – Possiamo parlarne?
è Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori, Mondadori
Carlotta_ È un libro ambientato nell’era della scoperta del cinematografo e con i personaggi di Mondo Disco. La cosa più impressionante è la ricerca dei mille elefanti che i dirigenti del cinematografo hanno promesso come effetto speciale… solo che i mille elefanti non ci sono! Come potete immaginare non è semplice comprare mille elefanti. Il tutto ambientato in una cittadina di nome Holy Wood. Insomma un libro che oltre ad avere mille elefanti ti fa fare mille risate.
è Stelle cadenti, Salani
Con la casa editrice Salani ha pubblicato:
Il piccolo popolo dei grandi magazzini, 2005
Eric, 2006
Piedi d’argilla, 2005
A me le guardie! 2002
Il piccolo popolo all’aria aperta, 2006
Stelle cadenti, 2007
Da Mondadori:
L’intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi, 2007
Un cappello pieno di stelle, 2005
Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori, 2005
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