Ecco, mi trovo, come ogni mattina, alla fermata dell’autobus.
Nella mia scuola tutti mi prendono in giro per come mi vesto, perché sono il più bravo e il cocco delle prof.
Nessuno mi vuole nel suo gruppo. Sono sempre da solo. Decido che è ora di cambiare, voglio provare ad essere diverso.
La mattina seguente mi preparo per essere come tutti i ragazzi che ammiro. Capelli con la cresta, pantaloni a vita bassa con le mutande che spuntano, andatura da bullo e, a scuola, mi presento rigorosamente senza compito.
Conseguenza: tutti mi guardano, perché il mio nuovo comportamento appare decisamente strano.
Durante la ricreazione chiedo al gruppo più ammirato della scuola se posso unirmi a loro. Mi guardano per qualche minuto, poi mi dicono di sì. Non posso crederci: faccio parte di un gruppo, EVVIVA!!!
Il gruppo si chiama “Noi…i bulli”. Il capo, come prova di ammissione, mi ordina di rubare 100€ ai miei genitori. All’inizio mi pare un’impresa impossibile, poi però i miei nuovi amici mi raccontano che hanno rubato tantissime cose e tantissime volte senza problemi, così anche io porto 100€ sottratti dal portafogli del papà lasciato incustodito sul comò ed entro a far parte del gruppo.
Alla sera mi sento malissimo, come se avessi venduto il mio cuore.
L’indomani mattina decido di togliermi dal gruppo e chiedo scusa alla prof. portandole il compito. Preferisco essere non accettato dagli altri piuttosto che farmi usare.
Non so come raccontare il fatto ai miei genitori, poi dico tutto, semplicemente, così come mi è capitato e…mi capiscono! Anzi, mi abbracciano e sono fieri di me per la decisione che ho preso e che, come commenta il papà: - Vale ben più dei 100€… persi!!!