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Piacenza, 25-28 settembre 2008. Erano i giorni del Festival del Diritto.

Ritornano portando, un po’ come i Re Magi, qualche dono importante, qualche dono che s’intoni con il clima natalizio.
Tornano parlando ovviamente di libri e lasciando parlare autori che, con i loro libri, difendono e diffondono la cultura del diritto, che parlano di diritti violati e di diritti negati. Tornano dopo essere passati per il Festival del Diritto di Piacenza_25-28 settembre 2008 dopo aver incontrato Vichi De Marchi. Sono i ragazzi e le ragazze dell’avamposto Pollicino. Quell’incontro, quell’entusiasmo e quella passione la raccontano qui.
Prima
Messaggio importante per l’alto contenuto di MERAVIGLIOSE ESPERIENZE vissute
● tra le pagine dei libri
● con le pagine dei libri
● per mezzo delle pagine dei libri.
Chi siamo? I Pollicino! La mitica 2aA
Anno nuovo POLLICINO più grande, POLLICINO in cammino, POLLICINO che sceglie nuove esperienze, incontri interessanti, libri che aprono nuovi orizzonti.
per conoscere per capire
per discutere per confrontarsi
per amare per condividere
per contestare per mettersi alla prova
per provare a fare qualcosa …
per sentirsi attivi…
PER RAVVIVARE LE SOLITE ORE DI LEZIONE! 
È così che abbiamo deciso di impostare il nostro lavoro del nuovo anno scolastico.
Programma ambizioso? Sì, certo, ma perché non provare?
Intanto partiamo. Come? Con un VIDEOGIOCO !
Sì, questa è la proposta che ci è stata fatta all’inizio dell’anno: - Vai sul sito www.food-force.rai.it, gioca e… È stato solo l’inizio.
Dal videogioco la scrittrice Vichi de Marchi, portavoce per l’Italia di un’agenzia dell’ONU che si chiama Programma Alimentare Mondiale - PAM, ha tratto l’idea per scrivere un libro: LA SQUADRA: EMERGENZA IN RISTANGA, Editoriale Scienza, 2008. 
«Uffa , il solito libro, sapevo che c’era l’imbroglio, bisogna leggere!» Può commentare lo scansafatiche di turno.
Ci dispiace per tutti quei ragazzi a cui non piace leggere, probabilmente non hanno mai “assaggiato” un libro veramente interessante.
Noi abbiamo letto insieme tanti libri, uno diverso dall’altro, anche l’anno scorso, in prima. Ora, all’inizio della seconda, abbiamo cominciato con lo sfogliare le pagine di La squadra: emergenza in Ristanga e ci siamo appassionati.
Il libro è stata una vera e propria esperienza per :
- riflettere sul DIRITTO DI VIVERE di ogni persona (mangiare, bere , curarsi, istruirsi … );
- capire come certe persone siano disposte a rischiare la propria vita per salvare quella degli altri;
- per renderci conto che anche noi possiamo dare un contributo se conosciamo situazioni di emergenza.
Potremmo continuare,ma vogliamo solo suggerire un altro buon motivo per leggere questo libro: acquistandolo, regali un pasto a un bambino che va a scuola affamato.
Un anno cominciato decisamente “alla grande”, infatti non abbiamo perso l’occasione di partecipare al Festival del Diritto dove abbiamo conosciuto proprio lei, Vichi De Marchi, l’autrice del libro.
Durante
Elisa_26-09-2008 una giornata decisamente speciale. Perché? Abbiamo “fatto lezione” a Palazzo Gotico, abbiamo passato la mattinata a parlare del diritto di vivere, un argomento che molto spesso viene sottovalutato. Ho capito che anch’io come persona, come cittadino, posso fare qualcosa per aiutare le persone meno fortunate anche solo informandomi, conoscendo i problemi. Dopo questa mattinata sono tornata a casa senza il dovere di svolgere un compito,
ma con quello di capire che cos’è la solidarietà e di riflettere sul significato del diritto alla vita.
Gianluca_È stato veramente interessante incontrare la scrittrice Vichi De Marchi, autrice del libro La squadra: emergenza in Ristanga, Editoriale Scienza. È stata una mattina davvero particolare, perché per la prima volta ho “esplorato oltre il libro“.
Arianna_Questa uscita mi è servita a capire e conoscere aspetti e situazioni di vita molto diversi dalla mia realtà e quali sono le associazioni umanitarie che operano nel mondo. È stata un’esperienza umana e culturale interessante e mi sento in dovere di PASSAREPAROLA, leggete il libro, giocate col videogioco e …..riflettete!
Elisa_Per scrivere il libro Vichi si è ispirata ad un videogioco, Food Force, che illustra come realmente vengono portati gli aiuti.
Valentina_Si tratta di un romanzo che parla delle missioni umanitarie che i tre protagonisti, Joe, Carlos e Rachel, conducono per portare soccorso nel Ristanga travagliato da calamità naturali e da azioni di guerra. Qui incontreranno difficoltà di vario genere e conosceranno Kaspar, un ragazzo che è riuscito a scappare dai ribelli, ma ha perso i contatti con tutta la sua famiglia.
Questa è, in breve, la trama del libro che abbiamo letto in classe prima di andare ad incontrare l'autrice.
Martina_La vicenda narrata è inventata, come lo è il luogo in cui si svolge. La scrittrice fa parte del PAM (Programma Alimentare Mondiale) ed ha scritto questo romanzo di “avventura“ per far conoscere cosa significa intervenire con una missione di emergenza per portare soccorso a persone che mancano di tutto, come agiscono e quali difficoltà incontrano gli operatori PAM.
Vichi _Non bisogna voltare le spalle ai problemi degli altri e il primo passo è conoscerli.
Gianluca_Abbiamo saputo che il quartiere generale del PAM è a Roma, e che i tempi in cui bisogna agire in caso di emergenza sono molto stretti: 48 ore.
Insieme alla fame e alla povertà il problema più grave del terzo mondo è la guerra che spesso utilizza i bambini, i cosiddetti bambini-soldato. Si tratta di bambini e ragazzi che spesso vengono rapiti dai loro villaggi, imbottiti di droghe ed educati alla violenza per farli combattere.
Un’altra cosa che mi ha fatto riflettere è questa: in caso di emergenza bisogna andare oltre alla classificazione di “buono“ o “cattivo“ ed essere totalmente imparziali nella distribuzione degli aiuti. Vichi ha detto che non bisogna chiedersi, cioè, chi far mangiare e chi no, ma riflettere sul fatto che il diritto alla vita non deve essere un problema per nessuno.
Dopo questo incontro sento di avere capito che noi abbiamo tanti diritti, ma anche il dovere di non voltare le spalle di fronte ai problemi.
Martina_Mi ha molto colpito sapere che una nostra merenda corrisponde al cibo che le persone povere consumano in una settimana.
Questo incontro mi ha fatto riflettere sul nostro tenore di vita e me lo ha fatto confrontare con quello dei miei coetanei meno fortunati, per cui ho posto alla scrittrice questa domanda: - Come possiamo noi ragazzi aiutare il PAM?
Vichi_Voi potete semplicemente raccontare ai vostri amici di che cosa ci occupiamo, quali sono i nostri scopi e come operiamo.E poi, una dopo l’altra, le nostre domande si sono fatte incalzanti e Vichi ci ha risposto gentilmente, con orgoglio ed entusiasmo.
Elisa_Dal romanzo esce un bel ritratto delle donne: forti, coraggiose, pratiche, sorridenti, dignitose e serene in tutte le situazioni, anche in quelle più difficili. Le ritiene un esempio da proporre alla nostra società?
Vichi_Nei paesi poveri le donne coltivano i campi, badano alla casa e ai figli, preparano da mangiare per tutti e hanno sempre un sorriso da donare agli ospiti e ai familiari. Proprio per questo il PAM, quando bisogna distribuire le razioni alle famiglie, affida il compito alle donne del paese che danno il cibo equamente a seconda del numero delle persone e della condizione del nucleo familiare.
Elisa_Sarà mai possibile in luoghi come il Ristanga “vivere una vita normale”?
Vichi_Le persone del PAM cercano di far vivere alla gente del luogo una vita normale, ma non è facile. Quando è possibile i volontari provano ad acquistare il cibo necessario nei paesi vicini a q
uelli colpiti, sia perché si risparmia sul trasporto, sia perché si aiuta l’economia della popolazione locale e se ne aumenta il benessere. Il problema della fame si può risolvere, ma certo non è facile, anche perché è aggravato dalla presenza di guerre e dagli attacchi dei ribelli.
Elisa_Dal suo romanzo emergono anche la cultura e i valori delle popolazioni a cui viene portato soccorso come la disponibilità, la condivisione, l’altruismo, il rispetto e l’ospitalità. Forse ci ha voluto far riflettere sul fatto che noi regaliamo cibo e loro ci regalano esempi?
Vichi_Certo. Quando le persone del PAM vanno nei paesi a distribuire il cibo vengono accolti da una folla di bambini sorridenti che non si lasciano opprimere da quello che succede attorno a loro. Noi, invece, quando torniamo dal lavoro o da scuola, sembra che torniamo da una maratona lunghissima e non facciamo un sorriso neanche se ci pagano. È un piacere stare vicino a queste persone che, anche se vivono nella miseria, riescono sempre ad affrontare la vita con un sorriso.
Rosita_Lo scopo del suo libro è quello di sensibilizzare i ragazzi e di farli riflettere su alcuni gravi problemi presenti nel mondo, come la fame. Ha trovato risposte positive o superficialità e indifferenza?
Vichi_le persone che ho incontrato hanno sempre dimostrato sensibilità e tutti hanno capito il mio messaggio. Inoltre voi avete dato prova della vostra capacità di riflessione sia per aver scelto di partecipare all’incontro, sia per aver posto domande interessanti.
Rosita_Secondo lei la lettura di un libro è un buon mezzo per “aprire gli occhi” alle persone e farle riflettere su alcuni argomenti o ritiene più efficaci altri mezzi?
Vichi_La lettura di un libro e il PASSAPAROLA sono mezzi efficaci per conoscere e capire, poi ognuno, nel suo piccolo, può trovare qualcosa di concreto da fare. Non è necessario che tutti si rechino nei luoghi d’emergenza.”
Goran_Come mai ha scelto come luogo uno stato immaginario e non uno reale?
Vichi_Dopo aver discusso a lungo con i miei collaboratori, abbiamo deciso di scegliere come luogo uno stato immaginario per essere più liberi nel raccontare le vicende senza dover, per forza, fare riferimento a luoghi precisi o spiegare situazioni molto complicate o delicate. In ogni modo i fatti narrati potrebbero essere veri.
Corrado_Ha avuto successo il suo libro? Quante copie ne ha vendute?
Vichi_Di questo libro sono state stampate 3.000 copie delle quali 800 vengono regalate mentre le rimanenti verranno vendute in libreria, quindi questo vuol dire che ha avuto abbastanza successo.
Valentina_Per capire veramente la sofferenza delle persone vittime di catastrofi di vario genere non bastano certo un libro o un videogioco, forse sarebbe bene portare aiuto concreto condividendo l’esperienza di chi vive in situazioni di emergenza. Lei è mai andata di persona in luoghi di emergenza?
Vichi_Sì, sono stata in diversi luoghi, ma per scrivere il mio romanzo ho preso spunto anche dall’esperienza di amici e colleghi.
Denise_Come può un ragazzo della mia età aiutare le persone dei paesi poveri?
Vichi_ Per prima cosa è necessario capire che questo problema esiste ed è grave, è necessario cioè informarsi e informare gli altri. Si può poi comprare il libro perché in questo modo si regala un pasto a un bambino che va a scuola affamato. Si può partecipare alla campagna “ Fill the Cup “ lanciata dal PAM: riempire una tazza di porridge, riso o legumi costa solo venti centesimi di euro.Davvero pochi se si pensa a quanto si spende per una merenda.
Per chi conosce l’inglese c’è la possibilità di andare al sito: www.freerice.com. Ogni risposta giusta vale venti chicchi di riso.
Jadranka_L’argomento che tratta nel suo romanzo le sembra adatto per dei bambini? È bene cioè cominciare presto a parlare di questi argomenti?
Vichi_È importante parlare di questo argomento anche ai piccoli perché diventino dei cittadini responsabili.
Gianluca_Grazie a Vichi per il suo libro che in classe abbiamo letto e “ visto “ ( al libro è abbinato un videogioco ) con molta attenzione e su cui continueremo a confrontarci e a lavorare.
Goran_Partecipare al “ Festival del diritto “ secondo me è stata un’esperienza interessante, perché è servita a ricordarci che i diritti sono di tutti e non vanno dimenticati in nessuna parte del mondo.
Denise_Secondo me non abbiamo perso una mattina di scuola e vorrei ringraziare Vichi ed Eros per le loro spiegazioni, Gabriela per la sua presenza, ma soprattutto la nostra professoressa che ci ha suggerito di affrontare questo argomento che ci ha veramente coinvolti.
Dopo
Insomma dobbiamo ricordarci che i diritti sono di tutti e non vanno dimenticati in nessuna parte del mondo – concludiamo.
Concludiamo per modo di dire. Il libro ci è piaciuto non solo per le riflessioni che ci ha permesso di compiere, ma anche perché la storia che narra è avvincente e ci siamo “affezionati” ai protagonisti, tanto che quasi si vorrebbe partire con loro.
Ed è quello che abbiamo fatto!
Abbiamo provato a coordinare le operazioni di Carlos, Joe e Rachel lavorando a gruppi o individualmente, così da LETTORI ci siamo trasformati in SCRITTORI e abbiamo inviato i nostri “capolavori” al concorso indetto dal PAM “C’ERA UNA VOLTA E RACCONTO”.
Da non crederci! Vichi De Marchi ci ha risposto personalmente per congratularsi con noi. Ecco la sua mail.
@ Gentile Prof.ssa,
abbiamo ricevuto i racconti scritti dai ragazzi della scuola Italo Calvino e li abbiamo letti con molto piacere e, devo confessare, anche con molta soddisfazione. Vorrei ringraziare i ragazzi per i lavori e mi vorrei congratulare prima di tutto con loro e poi con gli insegnanti che li hanno seguiti, per l'entusiasmo con cui chiaramente si sono avvicinati all'argomento e per l'intensa partecipazione che hanno dimostrato nell'immaginare e nello scrivere la continuazione della storia dei tre protagonisti del libro 'La Squadra: Emergenza in Ristanga'. È stato un vero piacere leggere le storie, alcune caratterizzate da uno spiccato senso dello humour, altre da un'appassionante catena di disavventure, ma tutte segnate da un innegabile senso di speranza e di positività. Sono felice di informarla che il racconto vincitore, per la vostra scuola, è quello scritto a due mani da Arianna e Martina. Tra i migliori in assoluto ricevuti in generale da tutta Italia. Vorrei dunque congratularmi con Arianna e Martina, ma anche con tutti gli altri ragazzi. Brave e bravi! Anzi, siete stati così bravi che abbiamo pensato di prolungare il concorso, con la prossima fase che terminerà il 31 marzo. Ne aspettiamo degli altri, dunque! I primi cinque migliori racconti di questa prima fase, terminata il 30 novembre, verranno pubblicati uno a settimana, a cominciare dall’8 dicembre. Iniziamo con il racconto di Arianna e Martina. Invio un affettuoso saluto e auguri per l'anno scolastico.
Vichi de Marchi
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