Bilia è un ragazzo congolese con una spiccata predisposizione per il calcio.
Leo è un ragazzo che vive per il calcio, però, prima delle selezioni per entrare in squadra, subisce un incidente e diventa “paraplegico”. Viola, una compagna di scuola, lo aiuta a ricostruirsi una vita anche se sulla sedia a rotelle. Leo deve ritrovare il suo entusiasmo e riafferrare la sua vitalità perché, a causa dell’incidente, non ha più la fiducia in se stesso, ma con l’aiuto di Viola ci riuscirà. Sono i miracoli dell’amicizia e dell’amore.
Ci troviamo in Florida, a Tallahassee, dove vive una famiglia italiana con una figlia di nome Cass, abile nella corsa.
È una storia appassionante, avventurosa e significativa che ha come protagonista un ragazzo di nome Ariel il quale deve recuperare nelle bidonville il pallone di Maradona rubato dai gardelitos.
Questo libro mi è piaciuto, perché non parla solo della carriera di Fiona, campionessa di atletica, ma anche della sua famiglia, della sua infanzia, dell’adolescenza vissuta a Derby. Questa atleta ha avuto tanti problemi a scuola, perché i professori non credevano in lei e non le davano fiducia: poiché era di colore ed era brava in atletica pensavano che non fosse tagliata per gli studi. Fiona si credeva brutta e ciò la rendeva insicura, inoltre non le sono mancati problemi neppure in famiglia per la separazione dei genitori. Fiona è stata più volte sul punto di arrendersi, ha pensato di non iscriversi al college, ma il suo allenatore le ha aperto gli occhi e l’ha fatta ragionare. Nel 1988, ai Mondiali Juniores di Sudbury, in Canada, ha incontrato un ragazzo italiano che sarebbe divenuto il suo grande amore e che avrebbe sposato nel 1994. Insomma “Il salto più lungo” è una storia realistica, avvincente come un’avventura che attraversa l’atletica, la scuola e la famiglia: un vero e proprio tuffo nella vita di Fiona. Consiglio di leggere questo libro perché dà tanti consigli: insegna a “non mollare,” a credere sempre nelle proprie capacità. Ognuno di noi ha qualcosa di speciale e di importante da esprimere e deve trovare il modo per farlo.
El Gato è un ragazzo chiamato da tutti “Cicogna” perché è minuto e non sa giocare a calcio. Un bel giorno si stanca delle offese che continuamente riceve e durante una passeggiata nella foresta incontra un portiere spettacolare che lo fa diventare un giocatore di grande fama. Attento a chi prendi in giro!
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