Succede, a Castelvetro Piacentino, terra padana spesso velata da una densa coltre nebbiosa, che sabato pomeriggio 20 febbraio,
invece di invadere le corsie del solito centro commerciale per la spesa di fine settimana, o di ritrovarsi con gli amici nella piazza del paese o in quella più suggestiva della vicina Cremona, adulti, giovani e bambini si diano appuntamento in biblioteca. Sì, in biblioteca, dove a fare gli onori di casa troviamo il sindaco, sorridente e ospitale, l’assessore alla cultura, e Elena, l’instancabile ed entusiasta bibliotecaria che nemmeno l’influenza è riuscita a mettere fuori gioco.
Succede che la sala della biblioteca sia stipata di persone. Come mai si sono dati appuntamento proprio qui? Per partecipare – come protagonisti, spettatori, genitori – alla premiazione dei lettori più lettori del paese, cioè di quei cittadini, giovani, giovanissimi e meno giovani, che nel corso del 2009 hanno letto il maggior numero di libri della biblioteca. E che numeri! 177, 157, 149, 113, 104, 102… Certo, forse non proprio letti tutti fino alla fine, ma già l’impegno di portarli a casa, di sfogliare le prime pagine per vedere se la storia vale la pena, per poi magari lasciarsi coinvolgere fino all’ultima riga, vale pure un riconoscimento.
Insomma, succede che in un clima cordiale e di curiosa attesa il primo cittadino premi gli insoliti vincitori. Con che cosa? Con un libro, ovviamente. Scelto con attenzione tenendo presente le curiosità, gli interessi, le passioni dei singoli vincitori. E con tanto di diploma per i super lettori.
Una cerimonia inusuale, di quelle che ti fanno pensare che se è vero che la lettura e la cultura non sono un gran che di moda in questo periodo, ci sono pur sempre amministratori, bibliotecari, genitori, pediatri (eh sì, tra i premiati c’è anche la pediatra del paese, a testimoniare che la lettura fa sempre bene) e lettori che dalle mode non si lasciano minimamente condizionare e tirano diritto per la loro strada. Con passione, con consapevolezza, con convinzione.
Un bel pomeriggio davvero, di quelli che ti fanno pensare che forse vale la pena seminare libri e coltivare storie. Per crescere cittadini.
Ma il pomeriggio non finisce qui.
Alla fine della premiazione i più se ne vanno, ma i ragazzi restano…
Castelvetro Piacentino_Avamposto All Around The World_20 febbraio 2010
Un po’ di anni dopo, stessa biblioteca, avamposto che ancora non ha nome, dove un tempo è nato l’avamposto con l’anima, uno dei primi della storia di Fuorilegge. Davanti a noi ci sono un po’ di facce belle, seconda media un paio, terza media qualcuno ed altri un po’ più grandi. Qualche nome:
Fahd, Gabriel, Paula, Claudia, Richard, Andrei, Veronica, Giorgia, Manuel.
Ci si guarda in faccia, ci si studia, ma poi ci si riconosce in fretta: ci siamo già incontrati tempo fa, per parlare di libri, e oggi siamo qui per parlare dei libri che hanno letto e che abbiamo letto.
A rompere il ghiaccio ci pensa Andrei, che è grande, ha 21 anni, vorrebbe andare a casa, per lavorare su internet, ma sta con noi per accompagnare Gabriel, il fratello. Solo che a forza di accompagnare il fratello anche Andrei s’è messo a leggere i libri suggeriti da FL. Ha letto L’onda, di Todd Strasser, edito da Rizzoli. Ha visto anche il film. Racconta il libro, fa il confronto col film: è la storia di un insegnante americano che nella sua classe inizia un gioco coi suoi ragazzi, per dare una risposta alla domanda che tutti ci poniamo: come è potuta nascere una aberrazione come il nazismo? Per rispondere alla domanda i ragazzi vengono coinvolti in una simulazione: per cinque giorni in classe ci si comporta come in un regime totalitario, l’insegnante è il leader e i ragazzi diventano i suoi sostenitori/adoratori, vengono formulate leggi e inflitte punizioni a chi non le rispetta. In pochi giorni quello che è nato come un gioco diventa un meccanismo intrigante e pericoloso in cui tutti rischiano di perdersi, come molti anni fa si è perso il destino di milioni di persone.
L’occasione è buona per Gabriela, della redazione Fuorilegge, per suggerire altri libri ad Andrei e a chi ama i romanzi a sfondo storico e, in particolare, ambientati nel periodo della seconda guerra mondiale. Per primo Cartoline dalla terra di nessuno (Rizzoli), di Aidan Chambers, scrittore che Gabriela ama in modo particolare. Poi Il rogo di Berlino (Adelphi), di Helga Schneider, una scrittrice che ha vissuto da bambina a Berlino sotto il regime nazionalsocialista, con una madre che non ha esitato ad abbandonare lei e il fratellino per scegliere il Führer, diventando kapo di un campo di sterminio nazista. E un punto di vista dall’interno della Germania nazista è anche quello che arriva da Ausländer, un romanzo di Paul Dowswell appena pubblicato da Feltrinelli: la storia di Peter, ragazzino polacco, orfano e adottato da una famiglia di fanatici nazisti. Una storia molto bella che presto ritroveremo su FL.
Adesso tocca a Fahd, nato in Italia, ma da una famiglia del Marocco, 12 anni fa, che sullo stesso tema ci racconta di avere letto (e visto il film) Il bambino con il pigiama a righe (Rizzoli). Anche Paula ha visto il film: “bello, ma triste”, dice. Fahd aggiunge che è una storia che “ti apre gli occhi… ti fa capire le cose che accadono, cose anche troppo grandi per i bambini protagonisti”.
Ma Fahd ha letto anche altro: Il figlio del cimitero, per esempio, di Neil Gaiman (Mondadori). L’ha cominciato a leggere dopo che era stato presentato qui in biblioteca: “Io quando comincio un libro – dice – devo finirlo sempre, anche se non mi piace… ma questo m’è piaciuto. Ha un finale imprevedibile. Mi è piaciuto perché… per tante ragioni: intanto Neil Gaiman, lo scrittore, è bravo, ti fa dire che certe cose non sono fantasia, che forse la macabradanza qualche notte c’è davvero, come è raccontata nel libro. È avvincente!” Anche Paula l’ha letto. Le è piaciuto, ma solo all’inizio, poi è diventato noioso e l’ha abbandonato. Paula e Fahd non vanno molto d’accordo in fatto di libri… almeno non oggi.
A Paula, 12 anni, invece è piaciuto La dichiarazione, di Gemma Malley. “È scritto bene”, dice, “la storia ti trascina”.
Claudia, 17 anni, alta, rumena giramondo e molto molto lettrice, vincitrice assoluta tra i superlettori premiati dalla biblioteca, è affascinata dai vampiri. Ci tiene a dirlo: “da ben prima di Twilight! Mi è piaciuto molto Il bacio d’argento, di Annette Curtis Klause. Mi affascina il mistero, meno l’aspetto romantico. Il fascino del vampiro per le ragazze è il fascino di camminare sul filo tra la vita e la morte. Anch’io lo trovo affascinante, ma non vorrei mai la vita eterna”.
Gabriel, che di anni ne ha 14, la serie di Twilight l’ha letta tutta e per tre volte, e il film l’ha visto solo 14 volte. Il bacio d’argento l’ha letto anche lui, ma il finale non gli è piaciuto. Andrei, fratello di Gabriel, ritiene che Twilight sia diventato una moda, i libri della serie vengono letti perché tutti li leggono e critica il fatto che nel film l’attenzione si concentri più sull’aspetto fisico dell’attore che interpreta Edward che sulla forza della trama e della storia.
Giorgia, che la serie non l’ha letta e il film non l’ha visto, ma che ne ha sentito parlare da tante amiche, dice che quello che è piaciuto in Twilight è la storia d’amore, di un amore talmente potente che va contro la stessa natura dei protagonisti. “Forse”, aggiunge Fahd, “quello che funziona è la storia d’amore tra due cose lontane tra loro, opposte, come se un nazista amasse una ebrea”.
Basta vampiri! Andiamo avanti.
Gabriel ha letto anche Smitty, un vecchio Gaia Junior della Mondadori, purtroppo già da tempo fuori catalogo. Molto bello secondo lui. La collana sembra da femmine, ma Gabriel giura che è un libro per tutti.
C’è anche Richard, francese della Costa d’Avorio, tredicenne: anche lui è uno dei vincitori del premio che la biblioteca assegna ai suoi migliori lettori. La cosa curiosa, ci racconta, è che da quando ha saputo di aver vinto il premio ha smesso di leggere. Certi premi fanno male! Sarà meglio che la biblioteca ci ripensi .
In realtà Richard è un grande lettore di fumetti: gli piacciono i manga, soprattutto Naruto. Anche a Claudia piacciono i fumetti: Model… che ovviamente ha a che fare coi vampiri (ma è una mania!). E pure Andrei si diletta tra le nuvole… 666 Satan è il suo consiglio. A dispetto del titolo Andrei dice che è adatto anche ai ragazzi. Se volete saperne di più, cliccate qui: http://it.wikipedia.org/wiki/666_Satan e qui: http://www.official666satan.altervista.org/main.php.
Manuel, quasi ventenne (cosa ci fa qui?), è anche lui appassionato di fumetti: condivide la passione per Naruto, sta leggendo la serie di Hunter X Hunter, ma non ha ancora trovato i numeri dal 21 in poi: se qualcuno di voi li avesse ce lo faccia sapere che noi lo facciamo sapere a lui.
All Around The World_Alla fine è nata la proposta del nuovo nome dell’avamposto. Sapete come mai? Allora, facciamo l’appello: Richard, francese della Costa d’avorio, Claudia, rumena passata dalla Germania prima di arrivare qui, Paula, Gabriel e Andrei, dalla Romania, Fahd, nato in Italia, ma da genitori del Marocco, Manuel, Giorgia e Veronica invece sono di qua: quasi stranieri . C’è il mondo intero qui a Castelvetro Piacentino. Cosa dite, l’approviamo?
Approvato! Anche da Veronica, superstite dell’avamposto con l’anima, che passa il testimone sorridendo.
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